Quel silenzio assordante: dentro al cervello altamente sensibile


Molto spesso le PAS sono persone apparentemente quiete. Sono quelle che entrano in una stanza senza disturbare, che non fanno rumore, che non si sbracciano per essere notate, che non corrono per arrivare prima al buffet, che restano nell’angolo ad osservare.

Ma quello che accade dentro di loro nel frattempo non è altrettanto quieto, anzi è spesso molto caotico, fino a diventare turbolento.


Che cosa accade dentro che non si vede fuori?


Ci sono diversi meccanismi coinvolti legati al funzionamento del cervello altamente sensibile.


Uno dei principali riguarda i sistemi collegati alla motivazione. Come spiega Elaine Aron, riprendendo gli studi degli psicofisiologici, tutti gli animali superiori hanno due sistemi nel proprio cervello che regolano la motivazione. Il sistema di attivazione è quello che ci porta verso la scoperta, il desiderio di fare esperienza, la curiosità, l’impulsività. L’altro è il sistema che ci fa fermare per controllare (pause-to-check), ossia per prenderci il tempo di confrontare gli eventi presenti con altri analoghi che abbiamo vissuto in passato, in modo diretto o indiretto, per stabilire come comportarci e se siamo in situazioni di sicurezza o pericolo. Le PAS attivano questo sistema in modo più forte degli altri.

Per questo molte PAS appaiono isolate, distaccate e timorose verso situazioni che non conoscono: si stanno prendendo il tempo richiesto dal sistema pause-to-check per analizzare il contesto.

Questo può rendere particolarmente difficile per loro trovare un equilibrio fra la tendenza a voler provare nuove esperienze per non annoiarsi (rischio di ipo-attivazione) e la predisposizione ad essere sovra-stimolate da queste nuove esperienze.


Inoltre le PAS hanno la propensione a cogliere e verificare più dettagli in una situazione rispetto agli altri sia dal punto di vista ambientale che sociale. Ogni situazione può apparire quindi “più nuova” alle PAS e richiedere più tempo per controllare proprio per la ricchezza di input da verificare.


Vi sarà capitato di provare a fare qualcosa (leggere, lavorare, studiare) mentre c’è qualcuno che taglia l’erba in giardino, i vostri figli parlano nell’altra stanza, c’è la tv di sottofondo. Per i non-altamente sensibili è molto più facile escludere mentalmente il resto e concentrarsi su quello che stanno facendo. Per le PAS è automatico cogliere quello che i figli stanno dicendo (“oddio c’è un conflitto in corso, devo intervenire!”), alzarsi e chiudere le finestre ma sentire ancora il giardiniere, continuare a distrarsi per il rumore della TV. Queste percezioni aumentate provocano uno stato di iperattivazione che consuma molte energie lasciandoci spesso stanchi e di cattivo umore.


Un altro meccanismo che influisce sulla reazione delle PAS alle situazioni è il funzionamento dell’amigdala. L’amigdala è quella piccola struttura cerebrale che agisce da “centralina delle emozioni” (presente il film Inside Out?). Nelle PAS l’amigdala funziona più della media. Questo spiega perché le reazioni emotive delle PAS, sia collegate alla tristezza o al disgusto, che alla gioia e al piacere siano più intense.


A caricare la dose intervengono anche i neuroni specchio, quelle cellule che ci aiutano a capire cosa sta facendo o sperimentando qualcuno e che ci permettono di provare empatia per gli altri. Le PAS non hanno più neuroni specchio degli altri, ma i loro neuroni specchio sono più attivi. Il rischio di contagio emotivo, ossia di non riuscire più a distinguere le proprie emozioni da quelle altrui, è elevatissimo.


Tutti questi fattori ci mettono più facilmente a rischio di overarousal (sovrastimolazione) con le sue conseguenti reazioni fisiche: perdita di coordinazione, respiro difficoltoso o accelerato, difficoltà a pensare e ricordare, arrossire, tremare, avere lo stomaco chiuso o agitato, piangere etc... Portano alla sensazione di sentirsi “sopraffatti” o “esauriti”, per la difficoltà a gestire i propri limiti e confini e a regolare la propria capacità di “entrare nelle emozioni altrui”.


Poiché c’è sempre il rovescio della medaglia, naturalmente questi aspetti hanno anche il loro risvolto positivo. Le stesse caratteristiche fanno sì che le PAS:


  • siano in grado di individuare ed elaborare più profondamente (e velocemente) i problemi

  • siano in grado di individuare facilmente soluzioni creative

  • siano in grado di percepire i dettagli delle relazioni sociali

  • siano ottimi ascoltatori e mediatori

  • sappiano individuare gli aspetti positivi anche nelle situazioni negative, e di conseguenza siano maggiormente resilienti

  • apprendano di più e con più benefici dalle esperienze

  • apprezzino di più la bellezza anche nelle piccole cose.


Queste capacità si attivano maggiormente quando siamo a un livello ideale di stimolazione, né troppo alto né troppo basso. Questo equilibrio fa parte della ricerca spontanea di tutti gli esseri umani, poiché un livello di stimolazione troppo alto o troppo basso incide sia sulle nostre performance che sul nostro benessere percepito nel fare le cose.

Per le PAS l’asticella è più bassa in entrambi i sensi.


Per questo è importante prendersi quotidianamente cura del nostro mondo interiore. Come?


  • Riconoscendo la pressione delle emozioni e imparando a lasciarle andare

  • Lavorando sui nostri confini

  • Prendendo consapevolezza di quali sono nella nostra vita i pensieri e le persone che ci vampirizzano energia

  • Non giudicandoci

  • Non colpevolizzandoci

  • Ricaricandoci in solitudine e silenzio

  • Prestando attenzione al corpo e cercando l’equilibrio corpo-mente

  • Focalizzando l’attenzione e focalizzandoci su poche attività

  • Usando l’empatia come un dono che possiamo fare solo se rimaniamo centrati su noi stessi

  • Gestendo preventivamente le situazioni che rischiano di diventare stressanti.