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In quali lavori fioriscono le PAS?



In un recente articolo ho parlato della ricerca della vocazione perduta, nel senso che molto spesso le PAS non sentono di stare realizzando completamente se stesse nella propria vita e la maggior parte delle volte collegano questo sentire al lavoro che svolgono.


Certamente ci sono lavori che hanno caratteristiche più adatte alle PAS, ma la vocazione non ha necessariamente a che fare col lavoro che ci dà vivere, anche se a ne è strettamente correlata.


Le PAS riescono meglio nei lavori che attivano il sistema pause-to-check (sistema di inibizione), ossia mi fermo, analizzo, controllo, prendo in considerazione tutti i fattori, al contrario del sistema go-explore-fight (sistema di attivazione), proprio di ruoli legati al comando, al potere, alla conquista.


Ecco che oggi come nel passato, le PAS si trovano meglio nel ruolo di consiglieriscrittori, psicologi, terapeuti, insegnanti, educatori, giudici, ricercatori – piuttosto che di re-guerrieri (manager, politici, imprenditori, avvocati).


I ruoli più collegati al sistema pause-to-check consentono di esprimere più facilmente le caratteristiche potenzianti delle PAS, come l’empatia, la gentilezza, l’attenzione verso l’altro, il desiderio di aiutare. Inoltre, sono lavori che possono essere spesso svolti in autonomia e questo consente alle PAS di gestire i propri tempi, organizzare i propri spazi, essere libere nelle decisioni.


Le PAS possono però svolgere egregiamente quasi tutti i lavori. Sono impiegate eccellenti per le loro doti di precisione, dedizione e onestà e anche eccellenti manager (se riescono a fare carriera) perché di solito mettono in atto una leadership illuminata, che valorizza i propri collaboratori, e perché la loro ampiezza di vedute le rende capaci nella visione strategica e nel problem solving.


Le PAS possono essere quindi soddisfatte ed appagate anche in lavori che non sono espressione più piena della loro autentica vocazione ma che devono avere un requisito essenziale: il significato. Le PAS devono poter vedere che in quell’ambito stanno portando un contributo, stanno generando un effetto o un cambiamento, stanno mettendo la loro creatività. Lo svolgere un lavoro solo per l’aspetto economico, anche con retribuzioni soddisfacenti o molto soddisfacenti, alla lunga è logorante ed esaurente.


In questa valutazione contano moltissime anche le condizioni in cui si svolge il lavoro.

Le PAS in genere non sopportano:

- Gli spazi affollati e gli uffici condivisi

- Le troppe riunioni

- L’essere costantemente al telefono o in call

- Le relazioni tossiche con i colleghi

- I superiori autoritari e non aperti all’ascolto

- Il non sentirsi valorizzate

- L’essere supervisionate costantemente nel proprio lavoro

- La mancanza di autonomia e possibilità di essere creativi

- La mancanza di obiettivi.


In ambienti di questo tipo le PAS sfioriscono, perdono energia e cominciano ad andare verso una condizione di malessere cronico che impatta anche sui partner, la famiglia e le relazioni.


Al contrario, le PAS fioriscono dove possono avere spazi di solitudine e concentrazione o lavorare da casa, dove non sono disturbate dall’ambiente o da rapporti tossici, dove viene favorito il work-life balance, dove hanno superiori capaci di ascoltarle e cogliere i loro bisogni, dove hanno grande libertà nello svolgere il proprio lavoro, dove vengono dati obiettivi chiari e feedback e soprattutto dove trovano condivisione di valori e significato in ciò che fanno.


Molte PAS trovano la loro più autentica espressione mettendosi in proprio, anche se questa scelta comporta sfide non da poco come lo stress di lavorare tanto, il sostenere da sole la responsabilità delle proprie scelte e la necessità di promuoversi e di mostrarsi. In più le PAS, tendendo ad avere poca stima di sé, possono essere facilmente soggette alla sindrome dell’impostore, ritenendo di non essere veramente all’altezza di ciò che dicono di essere.


Se senti di avere un problema al lavoro, di non farcela più, di voler mollare tutto, analizza innanzi tutto la situazione e le condizioni in cui svolgi il tuo lavoro identificando i fattori più stressanti (vedi lista sopra).


A volte può essere sufficiente modificarne qualcuno, o eliminare il più problematico, per sentirsi meglio e recuperare energia e motivazione.


Se invece questi cambiamenti non sono possibili e non hai un’idea chiara di cosa di diverso vorresti o potresti fare, comincia a lavorare sulla tua creatività in altri ambiti. Riprendi hobby o passioni che hai lasciato da parte, iscriviti a un corso che ti interessa, inizia qualcosa di nuovo. La creatività chiama creatività, attiva nuovi processi cerebrali e porta a individuare strade che prima non si vedevano.


Se hai bisogno di fare chiarezza con l’aiuto di qualcuno che ti affianchi nel trovare nuove vie e soluzioni, puoi dare un’occhiata ai miei servizi di coaching e prenotare un incontro gratuito.



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