Il bisogno di essere visti nelle PAS: dalla protezione all’autenticità
- Roberta Ganeo

- 2 ott
- Tempo di lettura: 2 min

Il bisogno di essere visti è un bisogno fondamentale per le PAS. È un bisogno che di frequente non nasce subito. Si manifesta più avanti, nel percorso di crescita e di consapevolezza.
All’inizio della vita, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, la sensibilità porta spesso dolore, senso di incomprensione, solitudine. In quel momento il desiderio non è quello di essere riconosciuti per ciò che si è, ma può diventare quello di non farsi vedere, di passare inosservati, di aderire a canoni esterni. Per proteggersi, il bambino mette in atto strategie di sopravvivenza istintive, costruendo maschere che garantiscono sicurezza e accoglienza. Così nascono i ruoli del bravo bambino, della persona sempre sorridente, di chi aiuta tutti ma non ha bisogno di essere aiutato, etc... Questi comportamenti donano conforto e la sensazione di essere amati, ma allo stesso tempo allontanano dall’autenticità.
Con il tempo e le esperienze della vita, però, cresce dentro una sensazione di dissonanza. Ci accorgiamo che l’immagine che gli altri vedono di noi non corrisponde a ciò sentiamo di essere interiormente. Questa voce critica a volte è sabotante, ma è anche una chiamata ad ascoltare la parte più autentica di sé. Quando viene ignorata, non si perde solo spontaneità, ma anche risorse fondamentali come la creatività, la gioia, la capacità di connessione e di godere delle cose semplici. Il rischio è restare imprigionati nel dovere e nel dover essere, incastrati in una maschera socialmente accettata ma lontana dal proprio cuore.
Dentro ognuno di noi esiste una voce bambina, una parte autentica e senza sovrastrutture che cerca piacere, curiosità e leggerezza. È la voce che vuole giocare, che desidera il gelato, un abbraccio, la bellezza delle piccole cose. Quando per anni le viene imposto di rimanere in disparte per garantire la sicurezza, si genera una tensione interiore che prima o poi chiede di essere sciolta. Alcune persone riescono a convivere con questa voce senza conflitto, ma per molte persone altamente sensibili la dissonanza diventa forte e inevitabile.
Arriva così un momento di rottura che può sembrare una crisi, ma che spesso si rivela un atto di liberazione. Scoprire di essere una persona altamente sensibile, attraverso un libro, un evento o una conversazione illuminante, porta sollievo e la possibilità di dare finalmente un nome alla propria esperienza. È in quel momento che il bisogno di essere visti assume un significato nuovo: non più ricerca di approvazione costante, ma desiderio di essere riconosciuti per come si è realmente, con la propria sensibilità, i propri limiti e le proprie risorse. Ed è da lì che può iniziare un cammino di autenticità e di libertà interiore.
Se questo tema ti risuona e senti che è arrivato il momento di dare valore alla tua sensibilità, puoi esplorare il percorso di gruppo Il Viaggio dell’Eroe Altamente Sensibile




Commenti