Consapevolezza e reframe: due chiavi per riscrivere la propria storia per le Persone Altamente Sensibili
- Roberta Ganeo
- 10 nov
- Tempo di lettura: 3 min

Quando senti che “qualcosa non torna”
Molte persone altamente sensibili (PAS) vivono per anni con una sensazione sottile ma costante: quella di non capirsi del tutto. Ci si percepisce “diversi”, troppo emotivi, troppo attenti ai dettagli, troppo stanchi dopo situazioni che per gli altri sembrano leggere. Ci si impegna ad adattarsi, a essere all’altezza, a fare del proprio meglio… eppure qualcosa dentro rimane teso, come se mancasse una chiave per sentirsi davvero a proprio posto.
Quella chiave spesso si chiama consapevolezza: la capacità di vedere con chiarezza chi siamo e come funzioniamo, al di là di ciò che il mondo esterno si aspetta da noi. Ed è proprio da lì che può cominciare un cambio di prospettiva, un reframe, un nuovo modo di guardare alla propria storia personale.
La consapevolezza come atto di accoglienza
Per le persone altamente sensibili, la consapevolezza non è solo “sapere di esserlo”. È un processo più profondo, che richiede presenza, ascolto e una dose di gentilezza verso sé stessi.
Essere consapevoli significa osservare ciò che accade dentro di noi - le emozioni, le reazioni, i pensieri - senza giudicarli. Significa dire a sé stessi: “Va bene così. Questo è il mio modo di sentire.”
Quando smettiamo di resistere a ciò che siamo, smettiamo anche di sprecare energia nel tentativo di adattarci a modelli che non ci appartengono. È in questo spazio di accettazione che nasce l’autenticità.
Come scrive Nicoletta Cinotti:
“L’accettazione autentica è un atto di coraggio e presenza. Non significa rassegnarsi, ma creare uno spazio di consapevolezza dove possiamo vedere chiaramente sia ciò che è, sia ciò che potrebbe essere.”
Reframe: guardare il proprio passato con occhi nuovi
Molte persone altamente sensibili portano nel proprio passato momenti di dolore, senso di inadeguatezza o vergogna. Spesso si sono sentite “troppo” o “non abbastanza”. E quelle esperienze, ripetute nel tempo, hanno creato un filtro attraverso cui si osservano tuttora.
Il reframe - letteralmente “riformulare” o “rivedere la cornice” - è la pratica di rileggere la propria storia da una prospettiva diversa. Non per negare ciò che è stato, ma per riconoscere che oggi possiamo attribuirgli un nuovo significato.
Forse in passato hai pensato di essere fragile. Oggi puoi riconoscere che eri semplicemente sensibile a ciò che gli altri non notavano.
Forse hai creduto di non avere abbastanza forza. Oggi puoi vedere che quella delicatezza era presenza, empatia, capacità di cogliere il mondo in profondità.
Il reframe non cambia i fatti, ma cambia come li raccontiamo a noi stessi. E nel momento in cui cambiamo la narrazione, cambiamo anche la direzione della nostra vita.
Convinzioni e valori: la bussola interiore
Ognuno di noi ha costruito nel tempo un “database cognitivo”: esperienze, convinzioni, memorie e giudizi che influenzano come interpretiamo ciò che accade. Alcune di queste convinzioni ci sostengono, altre ci bloccano.
Le convinzioni limitanti sono quelle voci interiori che ci ripetono:
“Non sono capace.” “Non ce la farò.” “Devo sempre accontentare gli altri.”
Il primo passo per liberarsene è riconoscerle. Il secondo è chiedersi se sono davvero vere, o se derivano da esperienze passate, a cui abbiamo dato una lettura diversa da quella che potremmo dare oggi.
Accanto alle convinzioni, ci sono i valori: quei principi profondi che danno direzione alla nostra vita. Quando le nostre scelte sono allineate ai nostri valori, ci sentiamo sereni e centrati. Quando ci allontaniamo da essi, emergono disagio, insoddisfazione o senso di smarrimento.
Conoscere i propri valori è come riaccordare uno strumento: ci permette di ritrovare la nota giusta, quella che suona vera dentro di noi.
Esercizi di consapevolezza quotidiana
Puoi iniziare anche da piccoli gesti:
Ascolta il tuo dialogo interiore. Nota le parole che usi con te stesso/a. Se sono dure o colpevolizzanti, prova a rispondere con gentilezza.
Rifletti sulla tua linea della vita. Ripensa ai momenti più significativi e chiediti: cosa ho imparato da ciascuno di essi?Quali convinzioni ne sono nate? Quali valori si sono rivelati importanti?
Riconosci le tue resistenze. Ogni volta che dici “non posso” o “non ce la farò”, fermati. Respira. E chiediti: “E se provassi a credermi capace, almeno per oggi?”
Questi piccoli spostamenti di sguardo, ripetuti nel tempo, costruiscono la fiducia. E la fiducia è ciò che trasforma la consapevolezza in azione.
Riscrivere la propria storia
Diventare “empowered”, per una persona altamente sensibile, non significa cambiare sé stessa. Significa darsi la possibilità di vivere con più autenticità, di scegliere con più chiarezza e di prendersi cura dei propri bisogni senza sentirsi in colpa.
Essere consapevoli e saper riformulare la propria storia ci restituisce libertà: la libertà di sentirci interi, adeguati e degni d’amore così come siamo.
Un passo alla volta
Se senti che è arrivato il momento di esplorare più a fondo il tuo modo di essere, ma hai bisogno di farlo con qualcuno a fianco, puoi visitare la pagina dedicata ai Percorsi o prenotare un incontro conoscitivo gratuito.
