Fare pace con il mostro: l’importanza di costruire un’alleanza emotiva con sé stessi per le Persone Altamente Sensibili
- 4 giorni fa
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Molte Persone Altamente Sensibili vivono una relazione di diffidenza con il proprio mondo interiore. Sentiamo tanto, percepiamo tanto, sperimentiamo tante emozioni. E non sempre questo sentire ci ritorna qualcosa di comodo. Anzi, spesso questa esperienza genera la paura di ciò che potrebbe emergere dal nostro mondo emotivo, soprattutto quando abbiamo a che fare con i giudizi degli altri, le situazioni difficili, i conflitti.
Questa paura si manifestare in modi diversi. A volte è il timore di una reazione emotiva "troppo grande", di perdere il controllo davanti agli altri o di non essere accettati. A volte è il corpo che parla delle emozioni trattenute, con sintomi somatici che sembrano arrivare dal nulla. A volte è semplicemente la sensazione di non sapere cosa potrebbe emergere se si smettesse di tenere tutto sotto controllo.
È come vivere con qualcosa di sconosciuto dentro di sé, un mostro indefinito di cui non conosciamo i contorni, che potrebbe uscire dal profondo e metterci in difficoltà. E allora impariamo ad organizzarci attorno a questa paura, monitorando, controllando, prevedendo. Investiamo una quantità enorme di energia nel tenere a bada questa parte di noi.
Il problema del controllo
Il punto è che questo tentativo di controllo, per quanto comprensibile, ha un costo altissimo.
Quando siamo impegnati a sorvegliare noi stessi nel tentativo di impedire che qualcosa di inaccettabile emerga perdiamo presenza. Perdiamo contatto con quello che sta accadendo fuori, e anche con quello che sta accadendo dentro. Nelle relazioni, questo si sente: c'è una parte di noi che non è davvero lì, che sta lavorando in background per gestire, filtrare, controllare. E quella parte occupa spazio, uno spazio che potrebbe essere usato per la connessione vera, per l'incontro autentico con l'altro.
Se diamo alle nostre emozioni l'etichetta di qualcosa di pericoloso, di scomodo, di ingestibile, diventano automaticamente le nostre nemiche. E le nemiche, prima o poi, combattono per farsi riconoscere.
Costruire un'alleanza, non una resa
Costruire un'alleanza emotiva con sé stessi non significa lasciarsi travolgere da tutto quello che si sente. Non è una resa alle emozioni senza confini, né un invito a smettere di avere cura del proprio mondo emotivo nelle situazioni difficili.
È qualcosa che inizia a monte: andare a conoscere quel "mostro". Avvicinarsi a quella parte di sé con curiosità invece che con paura. E scoprire, spesso con una certa sorpresa, che forse un mostro non è.
Le emozioni intense, la profondità del sentire, la permeabilità all'esperienza degli altri, tutto ciò che abbiamo imparato a temere o a nascondere , può diventare una guida. Può diventare la bussola più affidabile che abbiamo per orientarci nel mondo, per capire cosa ci nutre e cosa ci svuota, per riconoscere quando una relazione è vera e quando no.
Questo però è possibile solo se smettiamo di combattere il mostro e cominciamo a dialogare con lui o con lei.
Tornare presenti
C'è una frase molto potente nella sua semplicità, che è un potentissimo mantra: Vado bene così.
Nel senso che posso stare in ciò che sento. Posso permettermi di essere qui, anche con tutto quello che porto. Non ho bisogno di mettere a tacere nessuna parte di me per essere accettabile, per me stessa, prima ancora che per gli altri.
Quando ci diamo questo permesso, qualcosa cambia nella qualità della nostra presenza. Riprendiamo contatto. Riprendiamo la capacità di entrare in connessione profonda senza perderci, di essere davvero con l'altro senza sparire, né dentro di lui, né dentro la nostra paura.
L'alleanza con sé stessi non è un punto di arrivo. È piuttosto una pratica quotidiana, un gesto gentile e ripetuto verso quella parte di noi che ha imparato a stare nascosta per sopravvivere.
Se il tema dell’alleanza con te stesso/a ti tocca da vicino, ti invito il 23 aprile alle 20.30 al Coaching Lab on line:
Alleati, non salvatori. Riconoscere chi ci sostiene davvero, dentro e fuori di noi.
In questo Lab esploreremo come riconoscere chi ci sostiene davvero, dentro e fuori di noi. Impareremo ad accedere alla saggezza interiore che già possediamo, a distinguere gli alleati autentici dalle relazioni che ci svuotano, e a costruire una rete di supporto che onori la nostra natura sensibile invece di chiederci di nasconderla.
Un incontro tra teoria e pratica, con esercizi guidati e momenti di riflessione, per chi desidera continuare il cammino verso una vita più autentica, senza doverlo fare da soli.




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