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Scappare dalla sensibilità versus andarci incontro

Aggiornamento: 14 ore fa


donna che cammina in una direzione

Quando sentiamo la necessità di un cambiamento rispetto alla nostra situazione attuale, è sempre utile porsi la domanda: questo cambiamento lo desidero perché sto scappando da qualcosa e voglio mettere distanza tra me e quella situazione/problema o perché voglio andare verso qualcosa che mi corrisponde di più, che mi fa crescere ed evolvere?


Il primo movimento "via da" può essere utile per farci prendere fiato. Allontanarci da qualcosa ci può fornire lo spazio per capire e riflettere, ma in genere non risolve la difficoltà, soprattutto se questa si ripresenta tale in diversi contesti. E sono proprio le difficoltà ricorrenti quelle da cui cerchiamo maggiormente di scappare.


Il movimento "verso" è invece quella spinta verso qualcosa in cui troviamo un valore e una motivazione di per sé e quindi vi ci vogliamo avvicinare, indipendentemente dal fatto che questo significhi uscire o meno da una difficoltà.


Guardandomi indietro, per molto tempo rispetto alla mia alta sensibilità ho fatto un movimento "via da". Ho cercato dei modi per sedarla, inibirla, "lasciarla indietro", come fosse qualcosa da superare.


E' facile indovinare che non mi è riuscito bene perché, guarda caso, questo modo di sentire mi inseguiva, e anche a lunghi passi. Mi sembrava di averla seminata, ed eccola lì, di nuovo al mio fianco.


E' stato quando ho scoperto che esisteva un tratto dell'Alta Sensibilità che mi sono fermata e ho avuto il desiderio di capire cosa ciò significasse e come far tornare le cose in prospettiva. Ed è stato scoprendo il tratto e le sue qualità che mi sono permessa poi di fare un movimento "verso", di provare a vedere cosa c'era dentro quelle qualità e dove mi potevano condurre.


Sono ancora in viaggio, e come tutti coloro che sono spinti dal guardare oltre, credo che lo sarò sempre ma per ora posso dire che questo "andare verso" la mia sensibilità mi ha condotto al manifestare una versione più creativa, centrata e "intera" di me, una versione che avevo lasciato indietro insieme a tutto quel sentire da cui mi volevo liberare, ma che ora mi sta portando i suoi doni.


Nel dubbio sul cosa fare di tutto questo nostro sentire, "andare verso" è sicuramente l'opzione migliore.

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