Perché potresti aver bisogno di un coach


Hai mai pensato di intraprendere un percorso di coaching?


Io fino a qualche anno fa non ci avevo mai pensato perché proprio non avevo idea di cosa fosse il coaching né tantomeno di come avrebbe potuto essermi utile. Per me era un termine americano legato al mondo dello sport che collegavo a immagini di persone in tenuta ginnica.


D'altronde all’epoca ero anche inconsapevole del mio tratto di Alta Sensibilità, insomma delle due cose che poi avrei messo insieme nel mio lavoro.


Ero però alla ricerca - di cosa lo vedo più nitidamente ora, con la consapevolezza di poi: cercavo di fare pace con la mia sensibilità e soprattutto cercavo una via per sentirmi realizzata.


Hai mai voluto sentirti realizzato/a?


Perché una cosa è affrontare i propri demoni, il proprio male di essere, un’altra è cercare la propria via verso l’essere autentici e raggiungere obiettivi che siano veramente nostri. Le due cose non sono scollegate ovviamente, tutt’altro, anzi si alimentano a vicenda. Se sto bene con me stessa sarò più in grado di comprendermi e trovare vie per sentirmi realizzata. Se capisco in quale modo mi sento realizzata individuerò i nodi di me stessa che ancora devo sciogliere per arrivarci.


Il coaching lavora su questo, sul trovare vie nuove, aprire prospettive, ripensarsi in ottiche diverse, raggiungere obiettivi.


Lo riassume benissimo la coach Angela Salvatore in un suo articolo in cui dice: “L’ambito del coaching è quello della realizzazione, non quello della cura”. La cura è spesso necessaria e utile ma è propria di altri approcci, principalmente quello psicoterapeutico.


Nel coaching lavori con le domande: Di cosa ho bisogno? Quali sono i miei limiti? I miei confini? Chi e cosa mi fa stare bene? Cosa è tossico per me? Quali sono i miei valori? Cosa è veramente importante? Che cosa voglio tirare fuori di me e mettere nel mondo e come?


Il coaching prima scardina, disordina e poi ricompone in una forma nuova. È questo che ho trovato nel coaching e che mi ha cambiato.


Attenzione, non avviene dall’oggi al domani, non si esce da un percorso di coaching con la formula magica della propria realizzazione. Ma se si lavora e ci si impegna si esce con una nuova consapevolezza di sé e delle proprie possibilità, con una direzione, con più autostima e più fiducia nel poter prendere in mano la propria vita e imprimerle la propria impronta, con le responsabilità che questo comporta.


Perché il coaching è utile alle PAS?


Il coaching credo sia utile a tutti coloro che si trovano in una fase di incertezza, desiderano un cambiamento e vogliono lavorare sui propri talenti e potenzialità.


In particolare alle PAS ritengo che sia utile perché:

  • Tendiamo a perderci nei meandri dei nostri pensieri e il coaching aiuta a focalizzare.

  • Siamo spesso restie a prendere iniziative perché temiamo di non farcela e il coaching aiuta a fare.

  • Abbiamo spesso talenti che non utilizziamo e il coaching aiuta a esprimerli.

  • Facciamo fatica stabilire i nostri confini e il coaching aiuta a definirci.

  • Ci giudichiamo molto, e tante volte negativamente, e il coaching aiuta a cambiare prospettiva.


La responsabilità rimane sempre a noi, ma se ci aiutiamo…il coaching aiuta.


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